Il blog di Vincenzo Masotti



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Il testo di Vincenzo:

Non si tratta certo della più grande nevicata degli ultimi cent’anni (da bambino ero entusiasta di una nevicata eccezionale di oltre un metro e mezzo nel mio paese, Porretta Terme, a 330 metri sopra il livello del mare) ma a sentire i soliti rovinosi e rovinati mass media quest’anno è successo un finimondo e il Nord si è ritrovato nel caos.
Io vedo l’evento come strumento per misurare il senso civico dei cittadini (degli amministratori si sa già quanto sia basso) e mi addoloro a sentire gli intervistati metropolitani che si lamentano: “non sono riuscito ad uscire dal garage con l’automobile” “è un’ora che aspetto l’autobus” “ho visto solo una pattuglia di vigili urbani” “è una vergogna”. ecc. Perché un giorno o due di pausa fa paura. C’è l’esigenza di non riflettere. “Avanti avanti avanti, si può spingere di più, insieme nella vita a testa in su” (La Nave di Giorgio Gaber). O a testa in giù?
Siamo una società supertecnologizzata, molto fragile. Nella testa. Ma anche nei paesini di montagna le cose non vanno molto meglio. Anni fa (tanti anni fa?) era la comunità nel suo complesso a farsi carico dei problemi del paese e a dare il suo contributo alla risoluzione dei medesimi, per esempio armandosi di pala (a mano) e liberando le strade. Oggi, vi racconto cosa può succedere in un paesino dell’alto varesotto di circa tremila abitanti. Anzi in un piccolo pezzo di paese. Abito in una stradina cieca piuttosto stretta, lunga circa trecento metri. Negli anni scorsi (perché la neve cadeva anche negli anni scorsi) i mezzi intervenivano con logico ritardo ed era sempre innevata. Da quest’anno, in fondo alla via abita l’ex sindaco, ora vicesindaco. Come per magia al primo cadere della neve c’è già la calla che ripulisce, male, ma ripulisce, la nostra stradina. Che fortuna! Ma la strada è stretta e c’è il problema di dove riporre la neve. Lo spazio c’è, all’interno dei cortili o in angoli non percorribili, ma diversi concittadini hanno ritenuto di intasare ulteriormente la strada portandovi la neve dai loro cortili. I soliti furbi, tanto poi c’è la calla che farà da “deus ex machina”. Solo che la calla deve lavorare anche nelle altre stradine. Allora provatevi ad osservare che forse non era il caso. Una famiglia mi ha aggredito con urla delle quali sento ancora l’eco, nonostante mi sia allontanato immediatamente non avendo voglia di discutere. Un’altra si è sentita in colpa (sono marocchini...) e ha ripulito il fronte della propria casa, un’altra ha fatto finta di niente. Per parte mia, come sempre da trent’anni, ho ripulito una trentina di metri davanti al mio cancello, che sono la zona più percorribile di tutto il quartiere. Lavoro inutile, tanto domani è previsto un innalzamento della temperatura e la neve si scioglierà.

I commenti dei visitatori:


Condivido pienamente... siamo fragili. Oltretutto non serve la neve, a Milano bastano due gocce d'acqua per piantare un casino fenomenale... Il problema principale, qui in "pianura", è stata la disorganizzazione ed il non intervenire del Comune... a Milano le scuole sono rimaste aperte, i mezzi pubblici bloccati per 4 ore (nonostante il sindaco avesse chiesto di usare quelli al posto delle auto) e mancavano sia il sale che i mezzi spalaneve... niente di impossibile (io in ufficio a Magenta ci sono andato e tornato senza lamentarmi), ma certo avrebbe potuto essere gestita meglio...


Giacomo Rizzo - 08-01-2009

e... grazie all'innalzamento della temperatura, che provvede a spazzare la neve che lasciano quelli che dovrebbero spazzarla... sembra uno scioglilingua. bene, bene signor Masotti ti abbiamo trovato. complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!


piera e gli altri - 09-03-2009

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